mercoledì 6 febbraio 2013

Espugnata l'ultima roccaforte del risparmio...

Poste di Pescaiola, ore 18:25, il delirio. Ho poca speranza ma ci provo sempre, sono un temerario: prendo il numerino e trenta secondi dopo è già il mio turno. Tutta questa fortuna mi rende sospettoso. Come dice Murphy nelle sue "leggi": "Se qualcosa sembra andar bene, hai detto bene, sembra."oppure "Se qualcosa sta andando bene, non temere, c'è ancora tutto il tempo perché cominci ad andar male."
Nei giorni precedenti avevo avuto modo di leggere un comunicato di Poste Italiane a cui non avevo voluto credere e che avevo quindi "archiviato" nella mia testa. Dopo due minuti di colloquio con l'impiegato dello sportello, riecco spuntare quel fantasma: allora è vero!
Il caro, anzi carissimo, signor Monti, di cui il sottoscritto era stato inizialmente (e solo inizialmente) un entusiasta sostenitore, ha avuto la brillante idea di inserire una nuova tassa, emulando in maniera perfetta i suoi predecessori, e quelli di prima, e di prima e di prima, ecc. ecc.
L'ultimo baluardo a difesa del cittadino italiano portava il nome di libretto postale, la forma di risparmio più pura e genuina al servizio della gente. Che uno avesse dei tesori oppure due lire, il libretto ti consentiva di mettere al sicuro (??!?) i risparmi, senza nessunissima spesa di gestione e pure con un interesse, seppur esiguo.
Monti ha pensato bene di prelevare dalle nostre tasche anche tramite questi libretti. Ha infatti inserito l'imposta di bollo anche qui! In pratica se una persona fisica ha una giacenza media annua superiore ai 5.000 €, dovrà allora pagare un'imposta di bollo di 34,20 €. In caso di libretto intestato invece ad una persona giuridica, l'imposta salirà addirittura a 100 €!
Quindi secondo questi tecnici politicanti se uno ha 5.000 € è ricco e deve pagare questa tassa. Da che pulpito!
Facendo un esempio, se uno avesse 5.000 €, in un anno maturerà interessi lordi per 50 €. La ritenuta è del 20% quindi gli interessi netti sarebbero 40 € da cui, detraendo l'imposta di bollo di 34,20 €, resterebbero appena 5,80 €. Ora, ognuno tragga le proprie conclusioni. Ma le elezioni sono vicine, impariamo dagli errori del passato...

giovedì 31 gennaio 2013

CIRCOLO: Riunione del Consiglio

Si ricorda ai diretti interessati che lunedì 4 febbraio alle ore 22:00 avrà luogo la seconda riunione ufficiale del nuovo Consiglio fresco di elezione.
Si raccomanda come di consueto (inutilmente) massima puntualità e partecipazione.

martedì 8 gennaio 2013

Circolo: eletto il nuovo Consiglio 2013/2014

Fumata bianca al circolo ieri sera: intorno alle 23 è infatti nato il nuovo Consiglio che resterà in carica per il biennio 2013/2014. Un Consiglio che mixa in maniera giusta alcuni storici "senatori" con tre ottime nuove entrate che porteranno sicuramente una ventata di freschezza, utile quanto mai in questo periodo di crisi che ha colpito inesorabilmente anche il nostro amato locale. Visti poi gli ultimi Consigli, fa un positivo effetto pensare che l'età media di quello appena eletto è sui 30 anni. Il primo impegno ufficiale è fissato per lunedì 4 febbraio alle ore 22:00, una riunione in cui si parlerà della festa fissata provvisoriamente per il 16 febbraio presso i locali del Circolo e di altre varie ed eventuali.
Quindi subito una buona iniziativa per raccogliere i contributi di coloro che parteciperanno alla serata. Infatti i notevoli e disparati aumenti hanno colpito sia le bollette, sia gli alimentari in genere, sia spese come assicurazione, Siae e conto corrente. Tutto ciò ha fatto sì che il bilancio 2012 sia stato al di sotto delle aspettative che ci si attendevano visti i buoni risultati raggiunti nel 2011. L'impegno quindi è quello di riprendere la strada percorsa nel 2011, costellata di tante buone iniziative che vanno assolutamente replicate.

mercoledì 2 gennaio 2013

Presentazione Bilancio Circolo 2012 ed elezione nuovo Consiglio



Gennaio è tempo di bilanci anche per il nostro Circolo Arci.

Il Consiglio ha stabilito nella data del 7 gennaio prossimo - lunedì alle ore 21:30 - la presentazione del Bilancio 2012 prima al Presidente e ai Consiglieri e subito dopo a tutti i Soci che vorranno presenziare.

Al termine della suddetta presentazione, avrà luogo anche l'elezione per il prossimo biennio 2013/2014 del nuovo Consiglio quindi i signori Soci sono invitati alla massima partecipazione.

martedì 27 novembre 2012

Una battifollina in più

Forse non tutti sanno che da una ventina di giorni abbiamo una nuova battifollina: la Kasia è infatti diventata cittadina italiana il 9 novembre scorso acquisendo così diritti e doveri di qualsiasi altro cittadino italiano. La cerimonia, più bella di quando potessimo prevedere, si è svolta al primo piano del palazzo comunale di piazza Cadorna, alla presenza dell'assessore all'integrazione Stefania Magi. Erano presenti una ventina di candidati, tra le nazionalità più disparate: russi, albanesi, macedoni, dominicani, polacchi, ecc.
Prima di tutto è stato cantato l'inno di Mameli con una discreta partecipazione. E' poi seguito il discorso di apertura dell'assessore Stefania Magi, persona solare e rassicurante che ha accolto ciascun nuovo cittadino con due baci simbolizzanti il benvenuto e l'affetto della comunità aretina.
Per chi non ha mai avuto a che fare con queste cose, non può immaginare che valore psicologico e pratico abbia la cittadinanza. Prima di tutto la solennità del momento, il giuramento sulla costituzione italiana e sul rispetto delle leggi vale già di per sé il "prezzo del biglietto" che non è poco: infatti l'iter burocratico, inasprito dalla legge Bossi-Fini e forse da altre leggi successive è diventato complicato e tortuoso. Oltre che di una bella somma in denaro, c'è bisogno di certificati penali (in Italia e del proprio paese di origine), certificato di nascita, oltre che essere in una delle condizioni elencate nel sito del ministero degli interni (per esempio matrimonio da almeno due anni con cittadino italiano). Ovviamente per tutti i documenti in lingua straniera, c'è bisogno della traduzione effettuata da ambasciate o consolati vari che si fanno pagare profumatamente (oltre allo scomodo dello spostamento, in quanto molti sono a Roma).
Gli altri aspetti importanti sono più pratici: iscrizione al servizio sanitario nazionale senza più scadenze, diritto al voto anche per le elezioni politiche, documenti italiani validi per l'espatrio, oltre che regolarizzazione di una situazione ormai definitiva e cioè il vivere la propria vita sul suolo italiano. Anche nella presentazione di un curriculum ciò diventa una voce importante, in quanto molti ancora guardano allo straniero con diffidenza e quindi la cittadinanza italiana può contribuire a "tranquillizzare" eventuali datori di lavoro.
Diciamo quindi che il 9 novembre 2012 è stato un giorno importante per molti di questi candidati, anche se non sono mancate situazioni un pò deprecabili: c'è stato infatti chi non ha saputo nemmeno leggere correttamente la formula del giuramento in italiano e questo forse potrebbe essere il requisito mancante. Infatti conoscere in modo perlomeno sufficiente la lingua italiana scritta e parlata dovrebbe essere importante quanto presentare un certificato penale tradotto.

lunedì 22 ottobre 2012

Bollo auto - parte seconda (e ultima forse..)

La regione Toscana, in collaborazione con Equitalia, presenta: Un tranquillo pomeriggio di terrore.

Come ampiamente pronosticatomi dall'efficiente e pratico impiegato dell'Aci, ecco qua il secondo tentativo da parte della regione Toscana di ciucciare un pò di soldi ai dei semplici cittadini come me. A questo giro il possente ente regionale ha sfoderato i propri muscoli con l'aiuto del ligio ente Equitalia, mettendo a serio rischio le mie coronarie: ho infatti ricevuto la mia prima cartella di Equitalia (sperando sia anche l'ultima) e ho seriamente rischiato di diventare un suo cliente. Sempre ricordandomi che per tutti esiste la presunzione di innocenza ma non per la nostra beneamata (?) regione, ho strappato voracemente la cartella ed ho scoperto così il secondo e previsto tentativo di raccattare un pò di fondi. Dodici pagine: in una il comodo bollettino precompilato per un pronto pagamento; un'altra conteneva due righe in cui mi si contestava una certa cifra; e tutte le altre? Beh, spiegavano in mille modi le modalità di pagamento, rateizzazioni comprese!!!



Dopo un iniziale momento di sconforto, ho deciso che avrei chiamato Equitalia di Arezzo e avrei chiesto del signore menzionato nella lettera ma il numero di telefono della sede di Arezzo non c'era; c'era solamente un numero a pagamento 199!! Speranzoso, cerco su internet e provo a chiamare ma non risponde nessuno: beh certo, è pomeriggio e loro sono aperti solo la mattina. Riprovo la mattina successiva mille volte e mille volte il telefono suona a vuoto. Mi prende un leggerissimo dubbio: vorranno mica che chiami l'199?!?
A quel punto approfondisco la noiosa lettura della dodecamissiva e noto che si può parlare anche con la propria sede dell'Aci, al che mi rigenero e mi fiondo a chiamarli. Sono aperti fino alle due, sacrificherò la pausa pranzo per mettere a tacere questa storia del bollo che mi si contesta. Entrare ed uscire è tutt'uno: l'Aci è aperto ma l'ufficio bollo è chiuso visto che lavorano fino a mezzogiorno o giù di lì. E meno male che ho scroccato il parcheggio, non avevo spiccioli! Sennò doppia fregatura.
A questo punto non ho scelta: devo chiedere un permesso al lavoro per fare questa cosa. Vado, metto a posto (vedi i due allegati finali) e torno ma ho dovuto comunque sacrificare un'ora al lavoro. Grazie amatissima regione, grazie presidente con la "p" minuscola, questa proprio non me riesce de ingollalla!!

martedì 9 ottobre 2012

Un piccolo passo verso la natura..

Durante uno spettacolo di Beppe Grillo che ho visto recentemente su Youtube, venivano presentati dei procedimenti del tutto nuovi e rivoluzionari di lavaggio sia per lavatrice che per lavastoviglie. Per la lavatrice si diceva di sostituire il classico detersivo con una palla (bio wash ball) che si diceva fosse in grado di togliere lo sporco dai vestiti (vedi il sito ufficiale per altre info). Per la lavastoviglie invece si descrivevano le miracolose doti pulenti di un detersivo fatto in casa. Per entrambe le situazioni, la rivoluzione sta nel fatto che l'ambiente avrebbe tratto beneficio da questi utilizzi in quanto venivano del tutto eliminati i composti chimici.
La biowashball ha attirato parzialmente la mia attenzione. Ero ovviamente entusiasta all'idea di dire addio al Dash o al Dixan, sia per motivi economici sia per i benefici che ne avrebbe tratto l'ambiente. Però dopo un pò di ricerche su internet, forum e blog ho accantonato l'idea in quanto non c'è molta convinzione attorno a questa cosa da parte di chi l'ha provata (sia per i risultati sia per il costo).
Ma per la lavastoviglie si può fare perlomeno una prova che non costa praticamente niente. Così ho preso la "ricetta" messa a disposizione da Beppe, l'ho confrontata con altre "ricette" di altri blog e ne ho tratto una mia personale con questi ingredienti: 4 limoni, 200 ml di aceto di vino bianco, 400 ml di acqua, 200 gr di sale fino. Ingredienti semplici, ricetta semplice: perché quindi non provare?
Per gli interessati: tritare a pezzettini i limoni interi (con buccia e tutto il resto) avendo cura di togliere però i semi, frullare i limoni tritati con il sale fino fino ad ottenere una soluzione meno "grumosa" possibile; si mette poi la soluzione in una pentola con l'acqua e l'aceto e si mescola il tutto e lo si porta a ebollizione per circa 15 minuti; infine si può aggiungere un cucchiaino da the di bicarbonato che avrà l'effetto di anticalcare per la lavastoviglie. Una volta freddo, il nostro detersivo completamente naturale e fatto in casa è già pronto. Due cucchiaini da the sono poi sufficienti per un normale ciclo di lavaggio.
Ho già all'attivo un ciclo di lavastoviglie e per adesso il risultato è eccellente. Sono abbastanza curioso però di provare questo detersivo con le stoviglie un pò più sporche del normale.
Ma è già una gioia il solo sapere di non inquinare e di risparmiare qualche soldino..

giovedì 4 ottobre 2012

Matrimonio a Varsavia - Wedding in Warsaw

Lo so, forse non c’entra molto con questo blog ma in fondo quattro degli invitati erano battifollini quindi si può anche inserire in questo contesto.
Non vorrei poi esagerare con i complimenti, anche in virtù del fatto che non posso dire (purtroppo) di conoscere benissimo gli sposi. Per conoscersi, una delle migliori strade da percorrere sarebbe quella di condividere esperienze, vacanze ma soprattutto la vita quotidiana e, ahimé, in questo non ci siamo..
Tuttavia DEVO spendere qualche parola per queste due belle persone, Ania e Tomasz.
Cari ragazzi… anzi, cari amici… beh porca miseria, dovrei dire cari parenti! Vabbè, cari Sposi, non mi sono mai sentito tanto benvoluto ad un matrimonio quanto al Vostro. Voi e le Vostre famiglie siete stati davvero superlativi. Se poi penso alla mia famiglia polacca, posso dire tranquillamente che non ho preso l’aereo per andare in un Paese straniero o per andare all’estero, ma per andare in un posto che sento casa mia, la mia seconda casa. Posso dire di averVi conosciuti solamente circa due anni fa quando siete venuti a trovarci qui a Battifolle e Vi abbiamo ospitato per la notte. Non è stato molto tempo però ci siamo subito trovati. Con Ania non era la prima volta che ci vedevamo però io in quegli incontri di famiglia con cento persone non riesco (o meglio, non riuscivo) a dare il meglio di me stesso e mi dispiace.
Mi aspettavo di partecipare al classico matrimonio polacco, quello descrittomi da varie persone come un’onda d’urto di un fiume in piena di vodka che scorre incessantemente e prepotentemente per un paio di giorni. In realtà la semplicità e la schiettezza che ha caratterizzato la Vostra unione sono state le vere protagoniste ed hanno reso la serata davvero unica anche per i partecipanti. Non so bene come di solito succede, però nei matrimoni ai quali ho partecipato in Italia (compreso il mio e della Kasia), sono gli sposi che in un certo senso si aspettano un qualcosa dagli invitati: sorprese, scherzi, esagerazioni varie. Non avevo mai visto una situazione in cui gli invitati sono messi al centro dell’evento dagli stessi sposi: è per me una cosa originale e meravigliosa.
Cosa dire della comunicazione? La lingua più parlata è stata l’inglese! I polacchi la facevano da padroni, ma poi c’erano danesi, olandesi, inglesi, italiani e persino un egiziano, se le mie fonti sono attendibili. E’ stato un matrimonio cosmopolita ed anche europeista. Si parla tanto di euro, banche centrali europee e altre cazzate, ma mai come sabato sera mi sono sentito un europeo. Anche se, durante le presentazioni, quando mia moglie rimarcava il fatto che eravamo italiani, quasi volevo far finta di niente, tanto adesso non va più di moda, ed anzi ci sarebbe quasi da vergognarsi per come ci hanno ridotto i nostri politici!
Se un domani esisterà mai un’Europa realmente unita, spero che prenda esempio da Voi, dal Vostro coraggio, dal Vostro spirito di adattamento, dalla Vostra intraprendenza, dalla Vostra simpatia, dal Vostro socializzare, dalla Vostra grande voglia di costruire un futuro migliore.
Eppoi ormai vanno dette tutte: cari lettori, sappiate che questi due sposi hanno voluto talmente tanto la nostra presenza che hanno insistito per comprarci loro il biglietto aereo. Ora, non so se tale usanza esista anche in Italia ma io sinceramente l’ho sentita solo dai miei suoceri che a suo tempo pagarono l’albergo ai polacchi che vennero al Mitch&Kasia wedding.
Quindi davvero a questo punto non c’è molto altro da aggiungere.
Solo grazie di cuore per averci reso partecipi delle Vostre nozze, sperando di rivederci quanto prima.
E buona Bangkok!

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I know, maybe it has not to do a lot with this blog, but in the bottom four of the guests were people from Battifolle, then it can also enter in this context.
Then I would not go overboard with the compliments, also in virtue of the fact that I can not say (unfortunately) to know very well the bride and groom. To know, one of the best ways to go would be to share experiences, holidays but especially the daily life and, alas, in this we did not ..
But I MUST say a few words for these two beautiful people, Ania and Tomasz.
Dear boys ... well, dear friends ... well damn, I should say dear relatives! Oh, dear Newlyweds, I've never felt so welcome to a wedding like as to Yours. You and Your families have been really superb. If then I think to my Polish family, I can safely say that I did not take the plane to go to a foreign country or to go abroad, but to go to a place that I feel my house, my second home. I can say tp have You known only about two years ago when You came to visit us here in Battifolle and we have hosted You for the night. It was not for long time however we soon found and understood. With Ania it was not the first time we met but I in those family meetings with a hundred people I can not (or rather, I could not) to give the best of myself and I'm sorry.
I expected to participate to a traditional Polish wedding, as described to me by various people as a shock wave of a vodka’s river in flood, flowing incessantly and forcefully for a couple of days. In fact, the simplicity and directness that has characterized Your marriage were the true protagonists and made the evening unique for the participants. I do not know how it usually happens, but in marriages in which I participated in Italy (including my own and Kasia), the spouses usually expect something from guests: surprises, jokes, various exaggerations. I've never seen a situation where the guests are placed at the center of the event by the spouses: it is for me something original and wonderful.
What about communication? The most spoken language was English! The Poles were the masters, but then there were people from Denmark, Netherlands, England, Italy and even Egypt, if my sources are reliable. It was a marriage cosmopolitan and even European. We use to talk about euro, central banks and other craps, but never as Saturday night, I felt an European. Although, during the presentations, when my wife remarked on the fact that we were Italians, I almost wanted to pretend that nothing happened, as now is no longer in fashion, and rather there would almost to be ashamed of how we have reduced by our politicians!
If tomorrow there will never be a truly united Europe, I hope it will take example by You, by Your courage, by Your ability to adapt, by Your enterprise, by Your shine, from Your socializing, by Your great desire to build a better future.
And then, now I need to said everything: dear readers, You must know that the two spouses have wanted so much our presence that they insisted to buy us the airfare. Now, I do not know if this custom also exists in Italy, but I honestly have only heard it from my in-laws which - at that time - paid the hotel to the Poles who came to Mitch & Kasia wedding.
So really at this point there is not much else to add.
Just thank you for making us partakers of your wedding, hoping to meet You again as soon as possible.
And good Bangkok!